Il Sindacato degli Studenti

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Error
  • Error loading feed data.

FAMElici aumenti

E-mail Print PDF

Adeguamento” delle tariffe mensa? Adeguiamo la protesta!


Apprendiamo dal sito dell’ESU che con decreto di oggi, 17 maggio, del Commissario Bordin, è ufficiale l’aumento delle tariffe della mensa, a partire dal prossimo martedì 21 maggio.

Oltre all’ostinazione di voler chiamare “adeguamento” un aumento che sfiora il 10%, non tolleriamo come la voce degli studenti che, in quanto rappresentanti, abbiamo portato in Consiglio di Amministrazione sia rimasta inascoltata e pure beffeggiata, viste le numerose richieste di presa visione del bilancio, rimaste sempre volutamente ignorate.

Andando oltre le critiche ad un organo completamente svuotato della sua funzionalità da anni, a causa dei litigi e dispetti tra Università ed ESU per futili motivi di diversa appartenenza politica (o sarebbe meglio dire tra PD e Lega-PdL?), e la finta disponibilità di chi si indigna per dei post-it, che altro non esprimono se non il parere delle studentesse e degli studenti, la nostra proposta era semplice: tagliare e diminuire quanto più si poteva senza alterare la natura del servizio, pur di lasciare invariate le tariffe. Ci è sempre stato detto che lo si era già fatto, che l’ente era già arrivato ad eliminare tutti gli sprechi, ma proprio per questo avevamo bisogno di dati e bilancio, per verificarlo e per portare una proposta concreta e alternativa all’aumento che gli studenti hanno chiaramente giudicato improponibile, come si può notare dalla protesta dei post-it che Il Sindacato degli Studenti ha proposto il 18 aprile nelle mense Piovego e San Francesco.

Ma la beffa continua.

Dandone notizia oggi, molto probabilmente, gli studenti non verranno a sapere dell’aumento fino a lunedì o addirittura lo stesso martedì, quando in cassa si troveranno la brutta sorpresa: lo scontrino segnerà un aumento di 0,40 € per il pasto completo e di 0,30 € per il ridotto, per quanto riguarda la fascia B, che comprende la fetta maggiore degli studenti che usufruiscono del servizio, e un aumento di 0,50 e 0,40 € per la fascia C, che comprende gli studenti “privi dei requisiti di merito” e senza differenziazioni di ISEE. Ma non è mica finita qui: i borsisti della fascia D1 (che a pranzo pagano zero) e D2 (ovvero i non beneficiari del primo anno che a pranzo pagano 2,30 e 1,80 €) a cena si vedranno applicare la tariffa B, chiaramente maggiorata.

Ma cosa vuoi che sia per qualche centesimo” ci è stato risposto più e più volte da chi dall’alto ci vuole comandare, ma gli studenti sanno bene l’importanza dei centesimi, soprattutto se il criterio di applicazione delle tariffe non vede nessuna differenza di reddito, cosicché uno studente a loro detta "demeritevole", perché non ha raggiunto almeno il 70% dei CFU previsti dal bando delle borse di studio, che ha 20mila punti ISEE paga lo stesso di chi ne ha 90mila.


Ma cos’è successo in queste settimane?

22 marzo: approvazione del bilancio di previsione 2013 della Regione Veneto: la voce “Spese per il finanziamento degli esu/ardsu” è in linea con il finanziamento del 2012 che però aveva subito dei tagli rispetto agli anni precedenti.

5 aprile: CdA dell’ESU in cui viene formulata la proposta di aumento (“aggiornamento”) delle tariffe mensa, con richiesta di rinvio della discussione in considerazione dell’assenza di alcuni rappresentanti degli studenti.

18 aprile: CdA dell’ESU, ore 16:00. Azione in San Francesco e Piovego durante il pranzo “Non POSTicipare la protesta!”

22 aprile: CdA dell’Università ore 15:00. Sit-in di protesta contro l’aumento delle tasse per gli studenti fuori corso, ulteriore spada di Damocle che pende sugli studenti in contemporanea alla discussione sulle tariffe mensa.

23 aprile: dichiarazioni del Commissario straordinario dell'Esu, Rocco Bordin, nelle quali Il Sindacato degli Studenti viene accusato di farsi pubblicità sulle spalle degli studenti per proteste contro aumenti a suo dire inesistenti. Una sua dichiarazione recita testualmente “Ma quale aumento del 10% per i pasti”. Insomma, la matematica è un’opinione.

24 aprile: CdA dell’ESU ore 16:00. Sit in di protesta dopo il quale i rappresentanti ottengono la creazione di un tavolo di lavoro per la settimana successiva, con l’intento di trovare una soluzione che rappresenti il male minore per gli studenti: questo è quanto concordato in CdA, ma alla fine il commissario straordinario, raggiunto telefonicamente dalla stampa locale, dà già per approvati sia l’aumento dei prezzi sia i tagli al servizio.

30 aprile: durante il tavolo tecnico i rappresentanti chiedono per l'ennesima volta il consuntivo e il bilancio. La riunione si conclude con la promessa di inviare i dati ai rappresentanti e di contattarli in caso di qualsiasi decisione.

17 MAGGIO: PUBBLICAZIONE DEL DECRETO CHE SANCISCE L’AUMENTO DELLE TARIFFE MENSA, con decorrenza da martedì 21 maggio 2013.


Stando così le cose, anche Il Sindacato degli Studenti provvederà ad aumentare, anzi ad adeguare, qualcosa: la protesta. Non ci interessa se fino ad ora siamo stati l’unica lista di rappresentanza che si è mobilitata ed è uscita dai Consigli per protestare tra le studentesse e gli studenti: la nostra perseveranza deriva proprio da loro, ed è per loro che continueremo a ribellarci alle logiche di mercato che vedono negli studenti una risorsa puramente economica da spremere fino all’ultimo centesimo.

Non ci faremo fermare dal silenzio elettorale della prossima settimana: già, l’emanazione del decreto in questa specifica circostanza sembra appositamente preparata per soffocare il dissenso sul nascere, ma stiamo parlando di un atto che coinvolgerà tutti gli studenti dell’Università degli Studi di Padova, e noi non ce ne staremo a guardare.


Stay tuned.

 

 


Last Updated on Saturday, 18 May 2013 11:28
 

Senato Accademico di Lunedì 6 Maggio: una bella giornata per gli studenti, ma il lavoro non è finito.

E-mail Print PDF

Ieri, lunedì 6 maggio, si è riunito il Senato Accademico dell'Università di Padova. In un solo pomeriggio, come rappresentanti degli studenti, siamo riusciti ad ottenere più di una vittoria: introduzione di un “doppio libretto” per gli studenti transgender; approvazione all’unanimità di una mozione sul diritto allo studio; rinvio di una delibera per la riduzione degli appelli d’esame a Ingegneria, Statistica ed Economia.

 

Andando per ordine, la delibera per la tutela degli studenti che intraprendono il percorso medico per la “rettificazione di attribuzione del sesso” (approvata con il solo voto contrario del rappresentante di Ateneo Studenti, lista vicina a CL) è una misura in grado di consentire il cambio del proprio nome nel libretto e nei documenti universitaria deguandolo alla propria identità psico-fisica. Un modo per limitare l’abbandono universitario di troppe persone che vengono violate nella propria privacy e che sono spesso soggette a discriminazioni all'interno della comunità accademica.

La proposta è stata presentata a seguito di mesi diconfronto con l'Ateneo portato avanti dall'associazione LGBTI Anteros anche con il supporto de Il Sindacato degli Studenti e dell'ASU-Associazione Studenti Universitari. Grazie a una buona collaborazione tra varie realtà dell'AteneoPatavino, andando dalle associazioni universitarie al prorettore al Diritto allo Studio, l'obiettivo di dotare l'Università di uno strumento fondamentale per la garanzia dei diritti civili è stato raggiunto.

 

“E' un'importante segno di civiltà e di rispetto della dignità umana e di valorizzazione delle rispettive differenze quello chel'università di Padova ha dato con il voto di oggi” ha affermato Chiara deNotaris, rappresentante degli studenti in Senato Accademico per Il Sindacato degli Studenti, “in un momento in cui le istituzioni del nostro Paese non allargano, ma anzi restringono i diritti delle persone quello di oggi sarà un dato in controtendenza”.

 

Quella sul “doppio libretto” non è stata, però, l’unica importante conquista: all’unanimità è stata approvata una mozione sultema del Diritto allo Studio, e in particolare in merito all’applicazione del Decreto Ministeriale 47/2013 (Decreto AVA):

“Tale Decreto si va ad inserire inun sistema, quello dell’Università pubblica italiana, che da anni è legato a vincoli sull’assunzione del personale, a riduzioni delle risorse umane, e nonultimo a tagli ai finanziamenti che rendono difficilmente raggiungibile l’obiettivo posto dall’Articolo 34 della Costituzione Italiana.” dichiara Sara Ghezzo, rappresentante degli studenti in Senato Accademico per Il Sindacato degli Studenti.

“I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno dirittodi raggiungere i gradi più alti degli studi”, afferma tale Articolo, ma lerilevazioni OCSE parlano per l’Italia di un 19% di laureati nella fascia di età30-34 anni, a fronte di una media europea del 30%, per non parlare poi dell’aumento del numero degli idonei non beneficiari di borsa di studio, fattore non indifferente. La soluzione che il Governo ha trovato per mettersi in linea con gli standard europei appare del tutto inappropriata, la riduzionedel numero degli studenti che inevitabilmente si verrebbe a creare spingel’Ateneo di Padova a chiedere che i criteri previsti dal Decreto AVA siano rivisti per garantire, il prima possibile, un reale investimento nel mondo della formazione e dell’istruzione. Finalmente, dopo anni di tagli all’intero mondo della formazione, il nostro Ateneo ha preso una chiara e netta posizione!

 

Infine, ma non meno importante, un tema cruciale cheil Senato ha affrontato riguarda la deroga ai 5 appelli d’esame per gli studenti iscritti ai Corsi di Laurea delle ex facoltà di Ingegneria, Statistica ed Economia. Dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Didattico d’Ateneo, per i corsi che prevedevano 4 appelli minimi d’esame invece che 5 è stato necessario chiedere nuovamente la deroga: sotto richiesta dei rappresentantidegli studenti, infatti, ogni variazione al numero d’appelli (in quanto misura eccezionale) avrebbe dovuto essere discussa nei vari organi e consigli,portando valide motivazioni didattiche a sostegno della richiesta. La deliberache il Senato si è trovato a discutere, però, non solo non riportava nessuna motivazione didattica, ma per i corsi delle ex facoltà di Statistica edEconomia non era stata neppure seguita la procedura indicata da Regolamento. Per questi motivi, grazie agli interventi dei rappresentanti degli studenti (manon solo), è stato possibile rimandare la decisione.

Entrando nel merito delle motivazioni che potrebbero spingere un Corso a chiedere la riduzione del numero minimo di appelli, irappresentanti del Sindacato degli Studenti a Igegneria hanno consegnato ai vari Dipartimenti e alla Scuola di Ingegneria un dossier sulle consenguenze della reintroduzione dei 4 appelli, tramite un confronto diretto con gli altri Atenei italiani.

“Riteniamo che aumentare la rosa di possibilità significhi non solo avere una chance in più di superare un esame, ma anche esoprattutto di poter migliorare la votazione conseguita, in un’ottica disviluppo qualitativo della nostra istruzione; vorremmo evitare le corse contro il tempo, vorremmo un sistema che coniughi sia quantità che qualità, e che cirenda i futuri Ingegneri più preparati d’Italia, fieri e orgogliosi del propriopercorso.” Un appello in meno, soprattutto, non significa impedire agli studenti di “provare” un esame senza aver studiato, ma ostacolare l’organizzazione del proprio percorso di studio, spingendo spesso gli studenti ad accettare valutazioni mediocri.

 

Sebbene la giornata di ieri sia stata sicuramente positiva per gli studenti dell’università di Padova, il lavoro non è finito: la proposta di deroga andrà ancora combattuta, le tasse per i fuori corso sonostate aumentate così come c’è ancora una proposta di aumento delle tariffe delle mense, e in tutto questo lontanissima sembra la possibilità di poter parlare di una riforma dell’università che guardi alla qualità del servizio offerto piuttosto che alle voci di bilancio da dover tagliare.

Il lavoro continua e, come sempre, libertà è partecipazione!

 

Il Sindacato degli Studenti

 

Last Updated on Tuesday, 07 May 2013 16:37
 

Elezioni Del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari: scegli Il Sindacato degli Studenti, scegli Studenti Indipendenti LINK!

E-mail Print PDF



Il 21 e 22 maggio 2013 le studentesse e gli studenti universitari di tutta Italia saranno chiamati a scegliere la lista che li rappresenterà alle elezioni del CNSU: il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è un organo di rappresentanza nazionale composto da 28 studenti, eletti in tutta Italia in 4 grandi circoscrizioni tra gli studenti iscritti a tutti i corsi di laurea, oltre ad un rappresentante dei dottorandi ed uno degli specializzandi.

 

Questo organo si riunisce a Roma su convocazione del Ministro dell’Istruzione, e può formulare pareri, nonché rivolgere quesiti, in merito a decreti o leggi sull'università presentati dal Ministro stesso. Inoltre, è chiamato a stilare annualmente un un documento sullo stato del sistema universitario da presentare al Ministero.


Il Sindacato degli Studenti ha deciso di candidarsi in questo organo nazionale con la lista Studenti Indipendenti - LINK, con una candidatura che abbiamo definito “a progetto”: il progetto consiste nel perseguire precisi obiettivi nella direzione del miglioramento delle condizioni di vita e di studio degli studenti, e in una radicale trasformazione dell’organo del CNSU, per noi assolutamente inadatto e insufficiente nel rappresentare gli studenti universitari d’Italia.


Perchè candidarsi in un organo così apparentemente distante dalla realtà padovana?

In questi anni siamo sempre stati presenti sul territorio sia nelle istituzioni universitarie, sia nelle piazze, durante i movimenti dell’Onda nel 2008 e delle contestazioni alla riforma Gelmini nel 2010, fino all’ultimo autunno.

L’Università pubblica in questi anni è stata oggetto di numerosi attacchi, che uno dopo l’altro hanno mirato al suo completo smantellamento: pensiamo solo all’ultimo decreto sui LEP del Ministro Profumo che mirava al DSU per ridurre la platea di beneficiari delle borse di studio, oppure al Decreto Ministeriale 47 (detto decreto AVA) che nei prossimo anni porterà al moltiplicarsi delle barriere d’accesso all’università e alla drastica riduzione dell’offerta formativa.

Questi interventi imposti dall’alto non sono contrastabili solo sul territorio perché finiscono per trovare attuazione in tutti gli Atenei italiani, incidendo pesantemente sulla vita universitaria di tutte le studentesse e gli studenti universitari.


Ecco spiegata la nostra candidatura: siamo convinti che solo portando anche a livello nazionale i nostri contenuti possiamo sperare di invertire la rotta disastrosa che ha preso da molti anni a questa parte il sistema dell’istruzione in Italia.


Vogliamo portare a livello nazionale la nostra alternativa alle Università d’élite, e puntare quindi alla ripubblicizzazione del sistema di istruzione universitaria, a cui tutti possano accedere indipendentemente dalla proprie condizioni socio-economiche di partenza.

Rifiutiamo un’ idea di meritocrazia intesa come fonte di selezione ed esclusione, e portiamo invece proposte per un Università in continua evoluzione dove la qualità del servizio sia valutata principalmente dagli studenti, che ne sono i destinatari. Vogliamo un’Università libera delle discriminazioni, che sia capace di porsi come modello di modernità e di integrazione.

La nostra candidatura è sostenuta da questi temi, che costituiscono da sempre l’oggetto delle nostre battaglie, consci che la rappresentanza non è mai un fine, ma sempre e solo un mezzo.


Come Il Sindacato degli Studenti abbiamo scelto di candidarci con la lista Studenti Indipendenti LINK, in quanto formata da un insieme di realtà studentesche che su tutto il territorio nazionale lavora nel modo che più ci caratterizza: siamo liste indipendenti da lobby e partiti, auto-finanziate e orizzontali che dipendono solo del sostegno di tutti voi. Sosteniamo come nostra candidata Caterina Chiocchetta: studentessa ventenne di Astronomia, rappresentante de Il Sindacato degli Studenti nella Scuola di Scienze dell’Università degli Studi di Padova, da tempo attiva con Il Sindacato nella politica universitaria.


La pagina Facebook della nostra candidata

Visita il sito di Studenti Indipendenti LINK e Leggi e commenta il nostro programma

 

[AGGIORNAMENTO] Lo chiamano adeguamento, questo nuovo aumento!

E-mail Print PDF

Oggi lunedì 22 aprile alle 15:00 si è riunito il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Padova, nel quale è stata approvata la proposta di aumento delle tasse in seguito all’applicazione della Spending Review. In contemporanea Il Sindacato degli Studenti ha organizzato un presidio al Bo per protestare contro quella che fino a poco fa era solo una proposta.

La proposta che Il Sindacato degli Studenti ha portato avanti in CdA oggi, riguarda fondamentalmente due punti. Da un lato l’abolizione del sistema bonus/malus, ovvero di un sistema che nel suo colpire gli studenti non tiene conto del reddito di ciascuno (sistema peraltro unico nel suo genere in tutta Italia). Dall’altro lato la proposta di un’alternativa all’attuale meccanismo di tassazione, in modo da renderlo più equo: questa alternativa passerebbe per l’elaborazione di un modello progressivo per i redditi fino a 90.000 punti ISEE(ora è fino a 50.000)  in modo da redistribuire il peso delle tasse inbase ad un criterio che abbia un reale valore economico.

Purtroppo nel Consiglio di oggi tali proposte non sono state considerate con la dovuta attenzione, come commenta a caldo Davide Quagliotto, rappresentante de Il Sindacato degli Studenti nel Consiglio di Amministrazione: “La delibera è passata e il mio è stato l’unico voto contrario, non solo tra i membri in generale del Consiglio, ma persino tra i rappresentanti degli studenti presenti in loco. Si è deciso di applicare contemporaneamente due sistemi  legati al “merito”, quello della Spending Review sovrapposto a quello del malus che è già in vigore da due anni, e così facendo si è scelta la via della convenienza, della facilitàle proposte che come Sindacato abbiamo portato in Consiglio sono state liquidate pur essendo inattaccabili, perché hanno trovato ad attenderle un muro di indifferenza, quasi che fosse evidente l'inutilità di soffermarsi a discutere su tale delibera visto che se ne dava già per scontata l'approvazione da parte della maggioranza del Consiglio stesso.

Come Sindacato degli Studenti abbiamo provveduto ad elaborare, e a illustrare nel Cda odierno, un prospetto delle conseguenze dell'approvazione della Spending Review, mentre l'Ateneo pur avendo a sua disposizione i dati per un simile calcolo ha portato la delibera in Cda senza aver neppure stilato uno studio adeguato a riguardo. "

Ci preme fare una considerazione, a questo punto: sommando l’aumento derivante dall’applicazione della Spending Review al già presente malus, il totale della “penalità” legato allo stato di studente fuoricorso potrebbe però superare i limiti percentuali massimi imposti dalla Spending Review stessa. E Il Sindacato degli Studenti esigerà chiarezza su questo punto, continuando la protesta contro il concetto di merito portato avanti dall’ateneo di Padova, per un’università pubblica che garantisca a tutti gli studenti la prosecuzione dei propri studi.

Libertà è partecipazione!

Il Sindacato degli Studenti


 

Lo chiamano adeguamento, questo nuovo aumento!

E-mail Print PDF

Lunedì 22 aprile si riunirà il Consiglio di Amministrazione nel quale verrà deciso un provvedimento che andrà a colpire direttamente noi studenti.

Verrà discussa un’ipotesi di aumento delle tasse in seguito all’applicazione della spending-review.

Questo CdA arriva dopo due commissioni fasce: la prima si è tenuta poco prima di Pasqua.

Con brevissimo preavviso, i rappresentanti sono stati chiamati a questo incontro in cui è stata loro presentata la proposta di un aumento tasse per adeguare l’ateneo di Padova alle linee della Spending Review.


Il Sindacato degli Studenti si è da subito dichiarato contrario al contenuto di questa riforma che prevede la possibilità per le Università di aumentare le tasse a tutti gli studenti, ma in particolar modo agli studenti fuori corso.

Era infatti evidente che il criterio del merito sarebbe stato strumentalizzato per un fine economico: rendere le Università in grado di reperire i fondi di cui hanno bisogno dagli studenti rendendoli i principali finanziatori di quello che in realtà dovrebbe essere un servizio pubblico.


L’università di Padova si era impegnata, dopo l’aumento delle tasse del 2011, a non procedere ad ulteriori aumenti, invece adesso propone questo nuovo “adeguamento”.

La prima questione da sottolineare è che l’ateneo non è obbligato ad adeguarsi a questa legge che prevede che gli atenei possano, in caso di difficoltà economica, provvedere ad un aumento tasse, ma il bilancio di Padova è stato più volte dichiarato solido, quindi che senso ha questa decisione? La risposta viene dai calcoli fatti dai nostri rappresentanti negli organi maggiori che hanno stimato che l’Università avrà un’entrata da questa manovra di circa 1,3 milioni.

Nel presentare la proposta di adeguamento alla commissione fasce non sono stati forniti nè calcoli nè previsioni, rendendo difficile un’onesta analisi. Questo provvedimento, che si cercava di minimizzare nelle precedenti commissioni, riguarderà, nel nostro ateneo, ben 14550 studenti!


Padova vorrebbe aumentare le tasse secondo queste percentuali:


N. anni oltre la durata normale del corso di laurea

Per ISEE compresi fra

€ 0 - 50.000


Per ISEE maggiori di € 50.000 e sino a € 90.000

Per ISEE maggiori di € 90.000 e sino a € 150.000

Per ISEE superiori a € 150.000



Incremento percentuale dei Contributi Universitari

Incremento percentuale dei Contributi Universitari

Incremento percentuale dei Contributi Universitari

1

0

0

0

0

2

3%

5%

7%

10%

3

3%

5%

7%

10%

4

7%

10%

15%

25%

5

7%

10%

15%

25%

6

10%

15%

30%

50%

7

10%

15%

30%

50%

8 o più

25%

25%

50%

100%


Le percentuali riportate nella tabella possono sembrare basse ma c’è da tenere conto di una questione, a Padova c’è già un meccanismo di azione sul merito: il bonus-malus che prevede una maggiorazione della tassazione per gli studenti demeritevoli, ovvero per chi ha una media più bassa del 30% rispetto al proprio corso di studi. L’aumento è quindi totalmente slegato da criteri di reddito.

Nella proposta dell’università il bonus/malus andrebbe a sommarsi alle maggiorazioni della spending review.


La nostra proposta ora è questa:

1) abolire il sistema bonus/malus: questo meccanismo che non tiene conto del reddito è profondamante iniquo e UNICO in tutta Italia!

2) ripensare il meccanismo di tassazione per renderlo più equo: elaborare un modello progressivo per i redditi fino a 90.000 punti ISEE (ora è fino a 50.000)  in modo da redistribuire il peso delle tasse in base ad un criterio che abbia un reale valore economico.


Porteremo queste proposte durante la seduta del Consiglio di Amministrazione, ma come sempre la forza della nostra posizione dipende dal sostegno di tutti gli studenti che sono contrari a questo nuovo provvedimento, per questo saremo dentro al cortile del Bo, dalle 15:00 in poi, a far sentire la nostra voce!


Qui l'evento FB.


Libertà è Partecipazione!


Il Sindacato degli Studenti

 

 


Last Updated on Sunday, 21 April 2013 16:09
 

Non POSTicipare la protesta: NO ALL’AUMENTO DELLE TARIFFE MENSA

E-mail Print PDF

Oggi, giovedì 18 aprile, Il Sindacato degli Studenti, all’ora di pranzo, ha organizzato un sit-in

nelle due mense dell’Esu, Piovego e San Francesco, per protestare insieme agli

studenti contro la proposta che si è discussa alle 16:00 nel Cda dell’ESU. In tale sede è al

vaglio la proposta di aumentare le tariffe mensa, in relazione agli adeguamenti Istat degli ultimi anni, al calo dell’affluenza alle mense, e ai tagli della Regione per il finanziamento agli Esu.


Lo striscione che è stato calato dal complesso universitario di via Bassi, situato dirimpetto la

mensa Piovego, ha attirato l’attenzione di tutti gli studenti che, tra le 12:00 e le 14:30 si sono

recati in zona per pranzare. “Tasse e mense …e gli studenti pagano… sempre di più, sempre noi: non c’è più tempo” è lo slogan che ha accompagnato i rappresentanti de Il Sindacato nella loro protesta, questa volta rimasta volontariamente all’esterno delle due mense: abbiamo voluto scriverlo da un lato sulle porte della Piovego, dall’altro all’entrata degli uffici dell’ESU di via San Francesco, chiedendo a studentesse e studenti di dire la loro su dei post-it con cui tappezzare gli ingressi.


Se aumenta…sciopero della fame!” “Non distruggiamo il welfare” “Se mangio male, studio

male” “Che boccone amaro” “Grazie Esu, i tuoi aumenti mi aiuteranno a far dieta” “Vengo

a mangiare a casa vostra?” “Aumentano le tariffe? Vabbè mi porto il panino da casa” sono solo alcuni tra le decine di post apparsi in due ore, e molti sono stati gli studenti che hanno sostato all’esterno della mensa per chiedere informazioni.


Durante il Consiglio di Amministrazione, l’ESU, nelle persone del Commissario Straordinario Rocco Bordin e del Direttore Generale Stefano Ferrarese, ha espresso il suo disappunto per l’azione proposta questa mattina dal Sindacato degli Studenti, dando credito solo ad una minoranza di post-it contenenti parole poco consone, da loro reputate come offese, e ribadendo come la frase “aumento del 10%” sia sbagliata, in quanto si tratta di un “adeguamento delle tariffe Istat del 9,2%”.

I rappresentanti degli studenti Giada Pigatto e Davide Quagliotto hanno spiegato loro come il nostro modo di fare rappresentanza sia al 100% orizzontale e plurale, volendo quindi informare gli studenti di quanto stesse accadendo e chiedendo la loro opinione in merito.

Opinione che a nostro avviso è molto chiara: “a questo punto me ne vado al bar, tanto pago uguale” e ancora “allora me ne vado a casa” ci hanno detto moltissimi studenti durante il sit-in di oggi a pranzo.

Capiamo l’esigenza dell’ESU, messa in difficoltà dai tagli regionali degli ultimi anni, ma dobbiamo fermamente opporci all’aumento delle tariffe di un servizio fondamentale come la mensa, che probabilmente porterebbe addirittura alla diminuzione dell’utenza e quindi provocherebbe l’effetto contrario a quello desiderato dall’ente” afferma la rappresentante nel CdA dell’ESU Giada Pigatto.

L’aumento per ora è bloccato, se ne parlerà la settimana prossima nel Consiglio di Amministrazione di mercoledì, nel quale verranno presentate proposte alternative, come diminuire la varietà di cibi offerti (per esempio: togliere un secondo) o diversificare ulteriormente le fasce in base all’ISEE.


Alla situazione delle mense universitarie va ad aggiungersi un altro tasto dolente per studentesse e studenti padovani: lunedì 22 aprile il Cda dell’Università si esprimerà in merito all’aumento delle tasse universitarie per i fuoricorso. La proposta dell’Ateneo fa seguito all’introduzione nel 2011 del sistema bonus/malus, e ora la proposta di adeguamento alle norme della Spending Review potrebbe portare gli studenti fuori corso, già costretti a pagare il malus perché visti come demeritevoli, ad aggiungere alle proprie tasse un ulteriore aumento graduale proporzionale al proprio ISEE.


Non staremo a guardare: la voce degli studenti c’è, l’abbiamo dimostrato oggi, e né l’ESU né l’Università possono mostrarsi indifferenti di fronte a questo. Il Sindacato degli Studenti continuerà a protestare affinché agli studenti sia garantito e non smantellato il Diritto allo Studio.


Il Sindacato degli Studenti




 

+ TASSE - BORSE DI STUDIO + TARIFFE MENSA - CORSI!

E-mail Print PDF

+ TASSE

Dopo l'introduzione del sistema bonus/malus avvenuta nel 2011, l'Ateneo ha deciso di adeguarsi alle norme della Spending Review e aumentare le tasse per i fuori corso, che si vedranno costretti a pagare il malus perché considerati studenti demeritevoli + un aumento graduale secondo il proprio ISEE.

- BORSE DI STUDIO

Il Decreto Profumo dello scorso gennaio è ancora in ballo, nonostante la conferenza Stato-Regioni dell'11 aprile sia stata rimandata.
Come se non bastasse, il bilancio del Veneto ha messo in cassa ZERO per il Diritto allo Studio, ciò significa che le borse di studio non verranno ancora pagate!

+ TARIFFE MENSA

Dopo l'approvazione del bilancio regionale di qualche settimana fa, a causa dei tagli della Regione ai fondi per gli ESU e la diminuzione dell'affluenza alle mense padovane degli ultimi anni, si rischia l'aumento delle tariffe della mensa con effetto immediato.

- CORSI

Il decreto AVA del 30 gennaio 2013 ha imposto un determinato rapporto tra il numero di docenti e studenti, obbligando i corsi di laurea ad introdurre il numero chiuso laddove il rapporto non venisse rispettato. Inoltre, se il numero minimo di docenti non viene rispettato, il corso rischia la chiusura. L'accesso ai corsi viene quindi limitato, ma la qualità della didattica non viene in alcun modo migliorata.

 

Tutto questo potrebbe accadere

DALLA PROSSIMA SETTIMANA

senza che gli studenti se ne accorgano:
i Consigli di Amministrazione stanno per approvare l'aumento delle tasse e delle tariffe della mensa!
NON C'E' PIU' TEMPO!
PARTECIPA!

>>> ASSEMBLEA informativa e organizzativa
MERCOLEDì 17.04 ore 16:30
Aula i, Dipartimento di Scienze Chimiche
via Marzolo, 1<<<

 

 

Stiamo ripensando al Diritto allo Studio, LEGGI LE NOSTRE PROPOSTE E FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE: http://www.activism.com/it_IT/petizione/non-c-e-piu-tempo-10-proposte-sul-diritto-allo-studio/43182

 

Il decreto batte dove il diritto duole; rilanciamo le nostre proposte!

E-mail Print PDF



Nonostante le mobilitazioni studentesche che il 28 febbraio hanno portatoa una battuta d’arresto per la bozza del decretoProfumo (decreto ministeriale per la “Determinazione dei livelli essenziali delleprestazioni e dei requisiti di eleggibilità per il Diritto allo Studiouniversitario ai sensi del decreto legislativo 29 marzo 2012, n.68), tale decreto è stato nuovamente inserito indiscussione nella Conferenza Stato-Regioni di oggi, mercoledì 11 aprile.

Poche ore prima della sua convocazione, la Conferenza è statanuovamente annullata, come successo a fine febbraio.


In risposta al definitivo collasso dell’Università pubblica a cui l’approvazione del decreto avrebbe portato, ein considerazione della particolare situazione della Regione Veneto, Il Sindacato degli Studenti oggi alle 13:30 ha organizzato un flash mob alla mensa Piovego, per informare gli studenti delle condizioni in cui versa il Diritto allo Studio in Italia: il Diritto allo Studio, impersonato da uno studente con un cappio al collo condotto al patibolo da un boia, ha dichiarato le sue ultime volontà agli studenti presenti dentro e fuori la mensa. “Tra il dimezzamento delle borse di studio,previsto nella bozza del decreto, e l’aumento esponenziale del numero chiuso nei corsi di laurea in tutta Italia, il trend negativo del calo delle immatricolazioni negli ultimi 10 anni non può che peggiorare” dichiara Davide Quagliotto, rappresentante degli studenti nel Cda dell’Università degli Studi di Padova.

Pretendiamo che l’iter legislativo di questo decreto venga bloccato una volta per tutte” ribadisce Giada Pigatto, rappresentante degli studenti nel Cda dell’Esu.

Gli studenti universitari hanno già iniziato a mobilitarsi per esprimere una ferma opposizione a quello che è solo l’ultimo tra gli attacchi rivolti al nostro futuro: come Link-Coordinamento universitario auspichiamo che si apra finalmente un serio dibattito intorno alle proposte degli studenti e ai risultati del Referendum studentesco, che sarà organizzato in scuole ed università dal 15 al 25 aprile, con la speranza che il sistema del diritto allo studio venga adeguatamente rifinanziato prima dell'approvazione di qualsiasi provvedimento sulle borse di studio.


A livello nazionale abbiamo lanciato proprio in questi giorni 10 proposte sul diritto allo studio per abolire la scandalosa figura dello studente idoneo ma non beneficiario di borsa, finanziare adeguatamente il sistema ed aumentare i livelli qualitativi e quantitativi dei servizi erogati. “Contrapponiamo la nostra piattaforma al progetto di Profumo, e a tutto i progetti da lui ispirati:non c'è più tempo, è necessario che tutte e tutti si mobilitino e prendano parola. Rilanciamo un’assemblea pubblica per la prossima settimana: nel frattempo, firmiamo la petizione, salviamo il futuro del diritto allo studio nel nostro Paese!” conclude Chiara De Notaris, rappresentante degli studenti in Senato Accademico.


Il video dell'azione


Le 10 proposte per il Diritto allo Studio


 


 



Last Updated on Friday, 12 April 2013 14:41
 

10 Proposte per il Diritto allo Studio: Salvatore Settis firma la petizione!

E-mail Print PDF

Martedì 9 aprile, in occasione della presentazione del suo libro “Azione popolare. Cittadini per il bene comune” Il Sindacato degli Studenti ha presentato le 10 proposte di Link-Coordinamento Universitario a Salvatore Settis (Scuola Normale Superiore di Pisa).

Ecco la sua risposta “Ho letto con attenzione il vostro documento sul diritto allo studio, e senz'altro lo sottoscrivo. Grazie di avermi cpinvolto. Col più cordiale saluto,

S.”

Firma anche tu! Riprenditi ciò che ti spetta!
http://www.activism.com/it_IT/petizione/non-c-e-piu-tempo-10-proposte-sul-diritto-allo-studio/43182


 

 

Non c'è più tempo! 10 Proposte per il Diritto allo Studio

E-mail Print PDF

"Non c'è più tempo! 10 Proposte per il Diritto allo Studio! Mai più senza borsa!" E' questa la frase degli striscioni comparsi questa mattina, con i quali gli studenti e le studentesse di Link Coordinamento Universitario hanno occupato le sedi Adisu delle città di Torino, Milano, Padova Pisa, Siena, Roma, Napoli, Bari.

L'occupazione in contemporanea delle Adisu territoriali lancia a partire da oggi una raccolta firme nazionale in sostegno di una proposta di 10 punti per salvare il diritto allo studio in Italia, attraverso la copertura totale delle borse, nuovi alloggi studentesche, politiche in sostegno degli affitti , mense di qualità, criteri di reddito e di merito omogenei fra le regioni d'Italia.


La campagna si chiama "Non c'è più tempo" perché la situazione è ormai al collasso: nel 2011-12 gli studenti "idonei non beneficiari" (coloro che vengono riconosciuti idonei per reddito e merito, ma non ricevono la borsa di studio per mancanza di fondi) sono stati 57.000 e la cifra è in costante aumento.
Infatti si passa da una copertura pari al 100% in Emilia Romagna al 31,28% della copertura delle borse di studio della Regione Calabria. Dal 2003-04 c’è stato un calo delle immatricolazioni del 17% perchè per moltissimi studenti i costi per studiare diventano sempre più insostenibili.

Inoltre per l'anno prossimo sono previsti solamente 14 milioni per il diritto allo studio nel budget del Miur mentre quest'anno sono stati stanziati 103 milioni, comunque non sufficienti a coprire tutte le borse. Se la situazione non cambierà immediatamente l'anno prossimo sarà quasi impossibile garantire la copertura delle borse di studio.

E' in corso una‘espulsione di massa dalle nostre università. Per questo oggi lanciamo la campagna: "NON C’E’ PIU’ TEMPO! 10 Proposte per il DSU" con una raccolta firme a sostegno di questi 10 provvedimenti che devono diventare una priorità per qualsiasi Governo del Paese! E' la nostra risposta al Decreto Profumo affossato dalle mobilitazioni degli studenti questo inverno. Non possiamo restare zitti di fronte agli inutili dibattiti politici di questi giorni che non affrontano i reali problemi del paese. Gli studenti in questi anni hanno discusso con forza di quali sono le loro soluzioni allo smantellamento del diritto allo studio e alla distruzione dell'università e oggi le ribadiamo con forza in tutta Italia"

Le 10 Proposte per il diritto allo studio rientrano nella campagna nazionale della Rete della Conoscenza per la difesa del welfare studentesco nelle diverse regioni.
"Il welfare studentesco, dalle borse allo studio, ai trasporti al comodato d'uso risulta troppo disuguale tra le diverse regioni; per questo in ogni regione stiamo costruendo delle vertenze conquistare nuovi diritti per gli studenti. Gli studenti e le studentesse di questo Paese non possono più attendere ed essere vittime di questo momento di stallo politico. Bisogna che la politica si assuma la responsabilità di non lasciar collassare il sistema del diritto allo studio italiano e di ripensare nuove forme di welfare"

Le 10 proposte

La petizione

L'album su Facebook


 

 

L'Ombra di Galileo, 26 marzo: "CHI VEDE COSA: estetica e canti popolari"

E-mail Print PDF

 

Martedì 26 marzo: primo incontro di L’Ombra di Galileo 2013!

Rispetto alle scorse edizioni, quest'anno si comincia con una serata meno scientifica del solito: rilasseremo la mente e lasceremo spazio alla contemplazione del bello e alla riflessione piuttosto che alla speculazione puramente scientifica.

Ospite della serata il Prof. EUGENIO FARINA (scuola Italiana design, SID, Padova), persona eclettica e creativa.

NON MANCARE!!

Come sempre, ad accompagnare le nostre serate, vino e buffet =)

Dalle 18:40, aula I del Dipartimento di Chimica DiSC, Via Marzolo 1, Padova.

 

Evento Facebook


La locandina




 

Last Updated on Sunday, 24 March 2013 17:15
 
  • «
  •  Start 
  •  Prev 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  4 
  •  5 
  •  6 
  •  7 
  •  8 
  •  9 
  •  10 
  •  Next 
  •  End 
  • »


Page 1 of 23

Calendario attività

loader

Il Sindacato degli studenti fa parte di

Zaia e Donazzan azzerano le borse di studio: come è andata a finire