– Introdurre una tassazione generale, distribuita e progressiva, per rendere un servizio pubblico, gratuito e di qualità, per tutti -.

Questi sono i presupposti per una proposta positiva e giusta, a maggior ragione considerando che si tratta di mobilità e trasporti pubblici, e sappiamo bene quali siano i problemi del nostro territorio se parliamo di inquinamento atmosferico da traffico stradale. Insomma un modo sia per rendere fruibile dalla comunità un servizio, sia per incentivare il ricorso ad una mobilità sostenibile.
Tuttavia ci sono alcuni aspetti della proposta dell’Amministrazione comunale (tassare tutti i 60.000 studenti universitari, in cambio di un abbonamento ai trasporti pubblici) che ci mostrano come le situazioni non siano affatto paragonabili, e che ci hanno portato a esprimere notevoli perplessità, per cui crediamo che sulla proposta si possa ancora lavorare per cambiare dei passaggi importanti.

In primo luogo non si tratta davvero di una tassazione distributiva e progressiva, perché viene scaricata esclusivamente sui contributi studenteschi (quelli Unipd già fra i più alti fra le università italiane) di tutti gli universitari la “quota di perdita” dell’azienda (ad ora si parla di 3 milioni, ossia 50€ a studente). Non sulla fiscalità generale, né su quella comunale, ma direttamente sulle spalle degli studenti, un soggetto che già si trova escluso da tutele e forme di welfare che riconoscano il ruolo degli universitari nella città.
Non si parla ancora di investimenti pubblici o dell’azienda rispetto a questa manovra, sebbene sia presentata come un’occasione finalmente per considerare gli studenti come un soggetto fondamentale per la città. Peccato che si tratterebbe di un “investimento” tradotto, a quanto pare, esclusivamente in un intervento di sola distribuzione dei costi degli abbonamenti su tutta la popolazione studentesca.

Infatti, dalle indagini preliminari condotte attraverso il Questionario sulla Mobilità Studentesca distribuito dall’Università, si può constatare che non solo meno del 10% degli studenti utilizza il trasporto pubblico locale, ma anche che un’agevolazione economica non costituirebbe un incentivo sufficiente.
Riteniamo che un soggetto come quello studentesco abbia diritto ad una mobilità gratuita, come precondizione necessaria per il diritto allo studio: le distanze che esistono tra i luoghi di vita e quelli di formazione, e tra quelli di formazione formale (scuola, università, accademie) e di formazione informale (biblioteche, cinema, teatri, etc.) possono costituire infatti un limite determinante per la vita degli studenti, e a cui non risponde alcun intervento efficace di welfare.

Ma oltre al problema dei costi di accesso al servizio, i limiti nell’utilizzo del trasporto urbano risiedono in diverse mancanze della mobilità pubblica: l’impredicibilità degli orari effettivi di passaggio e la scarsa frequenza delle corse (che si traducono regolarmente in autobus strapieni o completamente vuoti); biglietti elettronici con prezzi maggiorati (pur costando materialmente meno dei cartacei); la totale assenza di servizio nelle ore serali e notturne che amplifica la segregazione degli studenti nei quartieri periferici “dormitorio”; la mancanza di un sistema di corsie preferenziali. Per non parlare dei collegamenti con Agripolis o della possibilità di un’integrazione con il trasporto regionale su binario.

In sostanza quindi si rischia di fornire un servizio ad oggi molto limitato e non utile a soddisfare i bisogni e le necessità degli studenti, in cambio di un aumento generalizzato dei contributi universitari: di fronte ad un mantenimento dell’attuale sistema di trasporto urbano, questo si tradurrebbe soltanto in un “contributo studentesco” all’azienda.
Crediamo che per non generare situazioni inique, questa sia una proposta su cui confrontarsi e discutere a partire da alcuni temi: se è espressa la volontà di abbattere i costi di accesso agli abbonamenti e iniziare a discutere finalmente di come dare diritti di cittadinanza agli studenti, si parta allora dalla riduzione dei costi e dal miglioramento del servizio, prendendosi però delle responsabilità chiare. Gli studenti hanno diritto ad un trasporto GRATUITO e DI QUALITÀ e bisogna lavorare in questa direzione.

Oggi ci siamo espressi in risposta alle dichiarazioni rilasciate ieri dal Sindaco e dal Vicesindaco, presentando queste perplessità e chiedendo un confronto reale con gli studenti per poter discutere la proposta e capire che tipo di interventi apportare, senza dover rinunciare a niente!

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Libertà è partecipazione
Il Sindacato degli Studenti

ASU Padova

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