E’ passato poco più di un mese dal presidio antifascista che si è tenuto il 10 febbraio all’interno della città di Padova e che ha contribuito a portare alla decisione del comune di vietare spazi a forze di stampo fascista.
Come antifasciste e antifascisti vediamo positivamente questa decisione: non si può concedere spazio a forze intolleranti, pena la morte della tolleranza.
È notizia degli ultimi giorni l’organizzazione in una residenza Esu, la Ederle, di un incontro dal chiaro sapore neofascista. Scopo dell’evento è raccontare la storia di Norma Cossetto, giovane donna uccisa da forze partigiane durante la resistenza Jugoslava.

L’incontro è organizzato da Ferrogallico, casa editrice specializzata in revisionismo storico e mitologie neofasciste. Saranno relatori Emanuele Merlino, autore del fumetto,con simpatie neo-fasciste, Federico Goglio, fondatore di Ferrogallico, ma anche musicista nazirock con lo pseudonimo di “Skoll” e condannato per apologia di fascismo, e Fausto Biloslavo, giornalista, ma anche ex militante del Fronte della Gioventù in “formazione militare” in Libano con i falangisti.
L’incontro riceverà il saluto istituzionale da Stefano Ferrarese direttore dell’Esu di Padova, Annalisa Oboe prorettrice alle pari opportunità dell’Università di Padova e dall’assessora regionale Elena Donazzan.

Dietro ad una patina di presunta storicità, l’incontro ha un chiaro significato politico di revisionismo neo-fascista.
La storia e la vita di Norma non interessano realmente a chi scrive e produce questo fumetto, il contesto che ha portato alla sua morte e, forse, a una violenza sessuale (l’invasione italiana della Jugoslavia con annesse pulizie etniche) non sono considerati, si preferisce rendere Norma un soggetto sradicato e utilizzabile come arma retorica, aggiungendo sempre maggiori dettagli scandalistici al suo stupro, vero o presunto, che diventa il vero obiettivo della narrazione. Anche questa è cultura dello stupro.

Noi non ci stiamo, come antifascist* e come antisessist* non possiamo che desiderare che si faccia chiarezza anche su episodi simili della Resistenza; ma non accettiamo che il corpo delle donne venga ancora utilizzato come terreno di scontro e come arma retorica da chi quotidianamente agisce per negare loro ogni dignità.

 

Asu Padova
Il Sindacato degli Studenti

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